Chiesa di Santa Maria della Purità

La Chiesa di Santa Maria della Purità è una delle più antiche di Gallipoli. Fondata nel 1600 dalla confraternita degli scaricatori di porto, dà sul mare e ha una facciata bianca e sobria. L’interno è completamente ricoperto di stucchi e tele settecentesche di Letizia e Riccio. Sull’altare si staglia la Madonna della Purità di Giordano. La statua della Madonna della Misericordia viene fatta sfilare in processione ogni Sabato Santo.

La Chiesa di Santa Maria della Purità è una delle strutture religiose più antiche di Gallipoli. Si trova nel centro storico, sulla Riviera Nazario Sauro, proprio di fronte alla Spiaggia della Purità.

Si tratta di un luogo di culto che dà proprio sulla distesa di sabbia dorata e fine della città e, specialmente di sera, deve fare effetto passeggiare sulla Riviera tra le luci dei lampioni che si accendono, il sole che tramonta e lo splendido mare che lambisce la costa. Proprio in questo contesto troviamo la Chiesa di Santa Maria della Purità, con una facciata bianca e sobria molto simile a quella di Santa Maria degli Angeli.

A partire dal 2005, per quattro anni la chiesa rimase chiusa per essere restaurata. In seguito venne riaperta al pubblico, di nuovo visitabile in tutto il suo splendore. Questo è lo spettacolo che si presenta davanti agli occhi del fedele e del viaggiatore.

Storia

La chiesa risale alla seconda metà del Seicento. La costruzione tra il 1662 e il 1665 si deve a una delle confraternite più antiche della città, ovvero quella dei Bastasi. Si tratta della confraternita fondata e formata dagli scaricatori di porto e la fondazione fu ad opera del vescovo spagnolo Giovanni Montoya de Cardona, a capo della Diocesi di Gallipoli dal 1659 al 1666. In quattro anni l’oratorio venne edificato e, successivamente, fu modificato e ampliato.

In un luogo così a contatto col mare sorse una delle chiese dedicate alla Madre di Gesù.

Come appare all’esterno

Chiesa di Santa Maria della purità a Gallipoli

Ci troviamo nell’insenatura delle Purità, tanto frequentata e amata dai gallipolini. La spiaggia composta da sabbia ha lo stesso colore del carparo, un materiale edile utilizzato nella costruzione di diverse chiese e monumenti della città. Il Mare Ionio sono davanti ai nostri occhi e alle nostre spalle si erge la Chiesa di Santa Maria della Purità.

La facciata, intonacata, è estremamente sobria e, sulla sommità, è delimitata da un cornicione in carparo. Il cornicione è leggermente aggettante, dal colore giallo, e vi poggia un frontone con due pinnacoli laterali. Sui lati si stagliano due lesene, due decorativi pilastri che sporgono dal muro.

Un trittico maiolicato decora la bianca facciata. Questo risale al XIX sec., al centro troviamo, più grande, la raffigurazione della Vergine Maria con il Bambino Gesù e, più piccoli, ai lati, San Francesco d’Assisi e San Giuseppe. Al di sotto si aprono due semplici portali di ingresso e, sopra, in asse con questi, ci sono due piccole finestre.

I tesori al suo interno

L'altare della chiesa della Purità a Gallipoli

È arrivato il momento di entrare all’interno della chiesa e, come in altri casi, alla semplicità dell’esterno corrisponde un grande sfarzo all’interno.

Anzi, tra le sei chiese della città dedicate al culto mariano, la Chiesa di Santa Maria della Purità è una delle più belle e ricche figurativamente parlando. Appena entrati dai due modesti portoni, si può notare che non ci sono superfici vuote ma che tutte risultano interamente decorate con dipinti settecenteschi e stucchi sontuosi!

L’interno ha un’unica navata rettangolare, lunga circa 20 metri, e, entrati, subito si presenta alla vista l’altare maggiore in marmo, sormontato da una grande tela. Si tratta di un’opera realizzata dall’artista Luca Giordano, raffigurante la Madonna della Purità tra San Francesco d’Assisi e San Giuseppe, ovvio richiamo al trittico sulla facciata. La tela è un vero e proprio capolavoro del pittore napoletano seicentesco, ed è una delle poche a recare la sua sigla con la L e la G intrecciate e la F di fecit.

Il pavimento maiolicato risale all’Ottocento e gli stalli lignei e policromi al XVIII sec.

Tra tele e statue

L'affresco sul soffitto della chiesa di Santa Maria della purità a Gallipoli

I pugliesi Oronzo Letizia e Liborio Riccio sono, invece, autori dei tanti meravigliosi dipinti settecenteschi posti lungo tutta la navata. In particolare svettano le quattro tele con scene bibliche del Riccio, quali Adamo ed Eva, Mosè, Caino e Abele e Davide e Golia. Sulla controfacciata, dello stesso artista, si ricorda anche la Moltiplicazione dei pani e dei pesci.

Anche l’alta volta è completamente affrescata e, su questa, si svolgono scene tratta dall’Apocalisse, mentre, negli spigoli più cupi, si avvolge in spirali il demone del male.

Oltre alle tele, non è da sottovalutare la bellezza delle statue ospitate nella Chiesa di Santa Maria della Purità. In particolare, c’è la statua della Madonna delle Misericordia (detta anche della Desolata), risalente alla prima metà dell’Ottocento. Essa sfila in processione la mattina del Sabato Santo, insieme a quella del Cristo Morto. Splendide sono anche le statue lignee settecentesche della Madonna del Canneto e di Santa Maria della Purità, e quella in cartapesta di Santa Cristina (1866).

Gli affreschi nascosti dei 4 Evangelisti

Il sollevamento della tela che nasconde gli affreschi dei 4 evangelisti

Non tutti sono a conoscenza che la tela situata di fronte l’altare nasconde un segreto. Sotto la tela infatti sono custoditi gli affreschi degli Evangelisti Matteo, Marco, Luca e Giovanni che all’occorrenza può essere sollevata tramite un meccanismo pneumatico.

La Chiesa di Santa Maria delle Purità appare come un luogo senza tempo, pieno di fascino, in cui arte, storia e anche mare si mescolano in un cocktail irresistibile!

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