Santuario di Santa Maria del Canneto

Il Santuario di Santa Maria del Canneto sorge presso l’antico porto di Gallipoli. Un tempo qui c’era un edificio religioso dedicato a San Giovanni. Si narra che qui dei pescatori trovarono, in un incendio, un’effigie della Madonna tra le canne e così eressero un santuario in suo onore: il 2 luglio si celebra la Festa.
Di dimensioni modeste, la chiesa barocca è a tre navate e si ispira alla Cattedrale di Sant’Agata.

Santuario di Santa Maria del canneto a Gallipoli

Il Santuario di Santa Maria del Canneto è oggi una tra le chiese più amate dagli abitanti di Gallipoli.

La chiesa barocca si trova alle spalle della Fontana Greca, nei pressi del ponte di pietra che collega la città vecchia, quella che si trova sull’isola, al borgo. È piccola, di dimensioni modeste, e si specchia nelle acque dello Ionio. Sono le acque del Seno del Canneto, quelle dell’antico porto della città di Gallipoli.

Il Santuario di Santa Maria del Canneto è così collocato in una posizione suggestiva, a diretto contatto con l’acqua. Esso sembra benedire i pescatori gallipolini che, prendendo il largo, rivolgono un ultimo sguardo e una muta preghiera a Santa Maria.

Storia

L’area in cui oggi si trova il Santuario di Santa Maria del Canneto un tempo era sede di un edificio religioso dedicato a San Giovanni, e appartenente ai Cavalieri Teutonici. Qui sorgeva una chiesetta e, unico resto del periodo, è una statua di San Nicola. Essa si trova ancora nell’attuale chiesa.

Abbattuta la costruzione ormai in rovina, sorse il nuovo santuario: alla fine del XV sec. già esisteva la chiesa dedicata a Santa Maria del Canneto. Nel 1502 l’occupazione francese causò la sua distruzione. Nel 1506 avvenne la ricostruzione ma, alla fine del XVII sec., la chiesa fu nuovamente abbattuta.

Si ricostruì nuovamente e, stavolta, sul modello della Cattedrale di Sant’Agata! Nel 1706 la costruzione fu completa. L’elevazione a parrocchia avvenne tardi, nel 1915, e l’elevazione a santuario mariano nel 1946.

Il miracolo e la dedica a Santa Maria del Canneto

Secondo la leggenda, la fondazione della chiesa risale ai tempi del ritrovamento di un quadro leggendario della Vergine. E a un miracolo si deve la sua dedica a Santa Maria del Canneto.

La leggenda racconta che alcuni pescatori avrebbero sentito una voce che li incitava a costruire, in quel posto sul porto, una chiesa. Essi, nel bel mezzo di un incendio proprio lì, recuperarono, in mezzo alle canne e all’acqua, una tela della Madonna della Visitazione. Perfettamente e incredibilmente intatta. Fecero ciò che la voce voleva.

Inevitabili furono la costruzione del Santuario e la dedica a Santa Maria del Canneto! Ed è proprio alla Vergine scampata alle fiamme che, ancora oggi, i pescatori che si imbarcano verso il largo si affidano, volgendo lo sguardo al suo santuario.

2 luglio: la Festa della Madonna del Canneto

L’incredibile ritrovamento del quadro della Madonna, naturalmente, ha portato alla nascita di una Festa dedicata espressamente alla Madonna del Canneto. Dalle origini antiche, ancora oggi, ogni anno, viene riproposta e la partecipazione dei fedeli è una grandissima.

Secondo un’altra tradizione, un pescatore avrebbe trovato il quadro e lo avrebbe portato a casa: la mattina dopo il quadro scomparve e il pescatore lo ritrovò nello stesso luogo in cui era stato rinvenuto. Al porto, in mezzo all’acqua e alle canne.

Era un segno dell’amore della Madonna per Gallipoli, e qui sorse l’attuale santuario. Per ricordare il ritrovamento del quadro, esso è proprio sull’altare centrale ed è protagonista ogni anno della Festa e della Processione in onore della Madonna del Canneto.

Il 2 luglio la statua, rifatta in resina dall’artista Tiziano Scarpina, viene immersa nelle acque di fronte al santuario e dei sommozzatori, poi, la recuperano, tra gli applausi del pubblico. In seguito la processione porta la statua nei pressi del Castello Angioino e poi di nuovo al santuario. È davvero un momento emozionante e commovente.

L’architettura

Ci troviamo a Piazzale Aldo Moro. Il Santuario di Santa Maria del Canneto si presenta come una chiesa di modeste dimensioni, costruita proprio in prossimità del mare. È in tufo locale, in parte a faccia vista e in parte intonacata.

Costituisce uno degli esempi più importanti del Barocco Leccese, visti anche i tanti artisti che hanno contribuito alla sua costruzione, e punto di riferimento fu la coeva Cattedrale di Sant’Agata.

La pianta è a tre navate e c’è un campanile a torre sul fianco sinistro.

Un portico con tre archi frontali introduce al portone di ingresso. L’interno è impreziosito da conci in carparo e cornici, un soffitto a cassettoni copre le navate e un arco a motivi floreali precede il presbiterio.

Qui si possono ammirare le opere del napoletano Luca Giordano e del gallipolino Giovan Domenico Catalano. E lì, sull’altare, domina l’effigie della Madonna del Canneto.

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