Chiesa di San Domenico al Rosario

Un’opera del maestro d’arte Valerio Margoleo di Martano è situata nel centro storico di Gallipoli realizzata in carparo che le dona un colore unico nel suo genere.

Chiesa di San Domenico al Rosario a Gallipoli

Tra passato e presente: alla scoperta dell’arte salentina 

La città di Gallipoli, oltre alle sue tante meraviglie, ti mostra una delle sue figli più belle: l’imponente opera architettonica della Chiesa di San Domenico al Rosario, ricostruita dal maestro d’arte Valerio Margoleo di Martano nel 1696. 

Situata nel centro storico di Gallipoli e annessa all’ex Convento dei Domenicani si mostra al pubblico con la sua facciata più bella e particolare, fatta da nicchie e finestre che ne completano la cornice. Mantiene il suo originario materiale, il carparo, che le dona un colore e una struttura unica nel suo genere

Sorge tutt’oggi sui resti di un edificio sacro da cui è possibile ammirare alcuni tesori architettonici ed è sede della centenaria Confraternita del Rosario, da qui il nome della chiesa. 

Internamente il complesso si presenta in forma ottagonale intervallato da volte in pietra decorate con una cura maniacale.  Inoltre la chiesa, dà spazio a ben 8 altari stile barocco, resi molto più particolari da alcune opere del pittore Giovanni Domenico Catalano, quali:  La Circoncisione di Gesù, La Vergine con il bambino, I Santi Pietro Martire e Giovanni Evangelista, L’Annunciazione.

E ancora…nel bel mezzo delle scoperte gallipoline, tra arte e cultura, potrai ammirare le statue di San Domenico di Guzman e di San Vincenzo Ferreri e, nei locali dedicati alla sacrestia, l’interessantissimo intero albero genealogico della casa reale aragonese. 

Se hai voglia di goderti il presente facendo un tuffo nel passato questa è l’attrazione da inserire nella tua tabella di marcia. Ma prima scopriamo insieme e più da vicino alcune delle meraviglie che troverai.

L’affresco sulla Circoncisione di Gesù 

Si tratta di un’opera realizzata ad olio su tela realizzata tra 1612 e 1615. Si presenta ancora in ottime condizione anche se nel tempo ha subito alcuni interventi di reintegrazione pur mantenendo la sua identità pluricentenaria. Per queste ragioni si mantiene in uno stato di conservazione abbastanza buono. 

Viene illustrato un tempio sacro in cui si svolge la circoncisione di Gesù, pratica diffusa anticamente nel mondo ebraico come unico elemento indispensabile per essere accolti nel popolo ebraico. 

Il dipinto inquadra la Vergine e Giuseppe in primo piano, alle spalle una canefora (fanciulla) con in mano una cesta contenente colombe, simbolo di purificazione. 

In primo piano due sacerdoti che procedono alla pratica della circoncisione. Alle loro spalle una serie di popolani curiosi che assistono al rito.

A completare l’opera, degli angeli che emanano sul rito religioso un fascio di candida luce. Sul margine inferiore, Giovanni Domenico Catalano inserisce i busti del committente e del suo piccolo, ovvero Giovanni Antonio Castiglione (sindaco di Gallipoli nel 1612) e Achille, il suo erede. 

La Vergine con il bambino 

Opera realizzata a ridosso del 1590 e il 1600 e si tratta, ancora una volta, di un tesoro eseguito con olio su tela. Al momento non si presenta in un buon stato di conservazione e gli interventi di restauro, secondo alcune stime, si aggirano intorno al migliaio di euro. 

Quest’opera quindi, se vogliamo, si mostra al pubblico curioso così come nacque. Per tale ragione la si può osservare nella sua straordinaria e misteriosa bellezza. 

La raffigurazione consiste nella Vergine seduta sul suo santissimo trono con in grembo un bambino in procinto di emanare le sue benedizioni. In alto, due putti, ovvero dei bambini che mantengono ben teso un baldacchino. 

L’annunciazione

La tela fu iniziata nel 1595 e portata a termine a ridosso del 1600. La prima tela, in ordine di posizionamento, rappresenta la Vergine concentrata nella sua lettura. Ad un certo punto ecco un fascio di luce, emanato da una colomba , che la irradia. 

La colomba sta a rappresentare lo Spirito Santo che, entrando dalla finestra, annuncia l’incarnazione. Non a caso il ventre della Santa Vergine risulta gonfio proprio a dimostrazione del tale miracolo. 

L’ambiente si mantiene semplicissimo e intimo grazie alla sola presenza di un tombolo (strumento di lavoro tradizionale usato per la realizzazione di pizzi e merletti) e una poltrona in legno. 

La seconda tela, raffigura l’Arcangelo Gabriele con in mano solo un giglio come simbolo di incontaminata purezza.

In conclusione 

La Circoncisione di Gesù, la Vergine con il bambino e l’Annunciazione sono opere che, fondendosi con le arcate interne in pietra e la facciata principale esterna alla chiesa, creano qualcosa di mistico difficile da decifrare. 

Se hai voglia di fare un tuffo nel passato e connetterti col patrimonio artistico di Gallipoli, la Chiesa di San Domenico al Rosario saprà come conquistarti. 

Cosa riusciranno a lasciarti queste meraviglie una volta ammirate? Sta a te scoprirlo. Qui la soggettività lascia spazio alla libera interpretazione. Non a caso, dunque, ognuno di noi avrà dentro si sé una sensazione diversa tutta da scoprire.

Come raggiungere la chiesa

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