Chiesa di San Pietro dei Samari

La Chiesa di San Pietro dei Samari si trova fuori Gallipoli, in una zona un tempo paludosa. È in rovina ma è uno splendido esempio di chiesa bizantina a unica navata e con due cupole in asse. Secondo la leggenda qui giunse San Pietro di ritorno dalla Samaria e nel 1148, in suo onore, un crociato francese costruì la chiesa.
Un’iscrizione ottocentesca lo ricorda. Oggi appare spoglia, priva di decorazioni e con una fabbrica aggiunta in seguito.

La Chiesa di San Pietro dei Samari è una delle strutture più importanti tra tutte quelle che si trovano a Gallipoli. La sua particolarità è evidente sia da un punto di vista storico che artistico.

Va inizialmente detto che, a differenza delle altre chiese, posizionate per lo più nel centro storico della città, essa si trova in aperta campagna, in una cornice interamente naturale. Siamo nel Parco Regionale Litorale di Punta Pizzo – Isola di Sant’Andrea, nel tratto di strada che collega Gallipoli a Taviano.

A ridosso della Statale 274 per Leuca, si staglia questa chiesetta immersa nella rigogliosa macchia mediterranea, con le trasparenti acque dello Ionio non molto lontane. Il suo nome particolare deriva dalla vicinanza al Fosso dei Samari, una zona a sud di Gallipoli, compresa tra le colline dell’entroterra e le dune costiere delle spiagge gallipoline. Anticamente l’area era acquitrinosa e si chiamava Palude de li Foggi.

Non dobbiamo lasciarci ingannare dalla posizione nascosta e dall’aria decadente di San Pietro dei Samari. La chiesa, anche se in rovina, nasconde meraviglie ed è l’unico esempio, nella provincia di Lecce, di chiesa a cupole in asse!

Tra storia…

San Pietro dei Samari è una chiesetta abbaziale bizantina, intoccata dal Barocco che tanto ha modificato molte altre chiese. È databile tra il XII e il XIII sec. d.C. Secondo alcuni documenti, sarebbe stata eretta da monaci italo-greci che avevano trovato rifugio proprio nel Salento dalle persecuzioni degli imperatori bizantini. La sua fondazione, però, viene fatta risalire al 1148, nel periodo di grande fermento e ripopolamento delle campagne portato avanti dai Normanni a partire dall’XI sec.

Protagonista fu un certo Ugo di Lusignano, cavaliere templare francese, di passaggio a Gallipoli nel suo ritorno dalla Terra Santa. Egli decise di costruire o ampliare proprio qui una chiesa in onore dell’Apostolo Pietro. Testimonianza di ciò è un’iscrizione posta sulla cornice dell’avancorpo. Ma perché scelse proprio questa zona?

…e leggenda

Secondo la tradizione, in questa zona paludosa, sorgeva una chiesetta che proprio San Pietro, reduce dalla Samaria, aveva fatto costruire. Si riteneva che egli fosse sbarcato in questa terra nel corso del suo viaggio verso Roma e che qui avesse deciso di fondare una nuova chiesa. Un’altra versione parla della costruzione come omaggio a una messa celebrata nella zona dal santo di passaggio.

Un altro evento di cui si fa menzione è il battesimo in loco di San Pancrazio, ad opera di San Pietro. Questi fu il primo vescovo di Gallipoli e questo, naturalmente, donò alla piccola chiesa ancora più rinomanza.

Come appare all’esterno

La chiesa di San Pietro dei Samari a Gallipoli

La chiesa, oggi, non appare più come doveva essere originariamente poiché, al corpo centrale, venne addossata, nell’Ottocento, una fabbrica dotata di vani e giardini. L’afflusso, infatti, era così tanto che c’era bisogno di zone in cui accogliere i pellegrini che arrivavano in visita. Un grande arco, oggi murato ma ancora visibile, faceva da ingresso.

La chiesa era formata da due ambienti a pianta quadrata e le due grosse cupole che li sormontavano richiamavano il linguaggio medio orientale. Archetti pensili oggi arricchiscono il prospetto e lì, a correre lungo l’avancorpo aggiunto nell’Ottocento, si staglia un’iscrizione in latino.

Su questa si legge della fondazione della Chiesa di San Pietro dei Samari ad opera del crociato francese Ugo di Lusignano, proprio sul luogo in cui il Santo era passato. Un pozzo di fronte alla chiesa si staglia a testimonianza di una comunità qui stanziata, dedita alla lavorazione del lino.

Come appare all’interno

L’interno ha un’unica navata ed è diviso in due zone da possenti archi su cui poggiano le cupole.

Ma, per quanto riguarda la decorazione…nulla rimane dei decori originali della chiesa! La Chiesa di San Pietro dei Samari è oggi completamente spoglia, senza affreschi, senza lo splendido dipinto realizzato dall’artista gallipolino Giovanni Andrea Coppola (1597-1659). Qui, infatti, doveva esserci una rappresentazione dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. Non c’è nulla ma sono rimaste le due cupole in asse e quel passato glorioso di mèta di pellegrini. Lo spettacolo che si presentava doveva essere meraviglioso e la luce, simbolo di Cristo stesso, doveva illuminare tutta la chiesa, avvolgendo i fedeli.

Oggi San Pietro dei Samari è un luogo abbandonato, in rovina, che ha bisogno di cure e restauri. Non dimenticatela, e passate su quel suolo calpestato da un santo e da un templare.

Lascia un commento