La Fontana Greca

la Fontana Greco-Romana di Gallipoli
la Fontana Greco-Romana di Gallipoli

La Fontana più Antica D’Italia

Forse non tutti sanno che Gallipoli, oltre ad essere una rinomata località balneare, racchiude in sé eccezionali esempi di architettura antichissima, come la fontana greco-romana.
La fontana attualmente sorge nei pressi del ponte attiguo al castello, nel tratto che congiunge il vecchio borgo con la parte nuova della cittadina. Questa fontana è famosa, in quanto per lungo tempo si è pensato costituisse la più antica fontana d’Italia.
Originariamente, infatti, si pensava che la fontana risalisse al III secolo a.C., tuttavia dopo lunghi studi l’opera architettonica è stata riadattata, ritenendo giusto collocare la sua creazione in età rinascimentale.

Tuttavia non tutti rimangono dello stesso parere e la sua datazione per molti rimane ancora un mistero.
Originariamente la fontana sorgeva nella zona delle terme, attualmente denominata “fontanelle”, ma nel 1548 venne trasportata nei pressi dell’antica Chiesa di San Nicola, non più visibile. Successivamente, nel 1560, venne nuovamente smontata e ricostruita nell’attuale location, dove è ancora possibile ammirarne le fattezze.
Qualunque sia la vera datazione, la fontana suscita comunque grande interesse e curiosità.

fontana-greca-facciataLa fontana è composta da due facciate, una rivolta a Nord-Ovest e l’altra a Sud-Est.

La sua facciata è suddivisa in tre blocchi da quattro cariatidi che sorreggono l’architrave con un ricco decoro. Il tutto raggiunge un’altezza di circa 5 metri.
Nei tre comparti ricavati tra le quattro cariatidi, dei bassorilievi arricchiscono l’opera. Tali bassorilievi raffigurano le metamorfosi delle mitologiche Dirce, Salmace e Biblide.

Dirce è una figura mitologica greca.La leggenda narra che Lico, marito di Dirce, un giorno accolse nella sua casa la nipote Antiope, cacciata da padre. Dirce trattò la ragazza come una prigioniera e quando ella diede alla luce due gemelli, lo stesso Lico ordinò che i neonati venissero abbandonati. I bambini vennero trovati da un pastore e portati in salvo. Divenuti adulti e avendo conosciuto la propria storia decisero di cercare Lico e Dirce per ucciderli, in vendetta della madre e così fu: i malcapitati vennero legati a dei tori che avrebbero dovuto dilaniarne le membra. Tuttavia, il dio greco Dioniso, ebbe pietà di Dirce e la trasformò in una fonte presso Tebe. Da questa leggenda prende spunto la raffigurazione posta ad ornamento della fontana.

Un’altra parte della fontana è arricchita da un bassorilievo che raffigura la metamorfosi di Salmace. La giovane, secondo la mitologia greca, era una ninfa che si invaghì del dio Ermafrodito.
Salmace era la ninfa della fontana e quando un giorno Ermafrodito giunse nei pressi di tale fontana, Salmace lo abbracciò chiedendo agli dei di poter restare eternamente con lui. Gli dei, nell’intento di esaudire la sua richiesta, congiunsero i due giovani in un unico corpo. Ermafrodito maledisse la fontana chiedendo che chiunque vi si bagnasse dovesse condividere il suo tragico destino.

L’ultima parte, infine, è decorata con la raffigurazione della metamorfosi di Biblide.
Biblide, che secondo la mitologia greca era figlia di Mileto e Ciane, divenuta grande si innamorò del fratello Cauno, il quale, anche per via del vincolo di parentela rifiutò il suo amore e scappò lontano da lei. Biblide allora percorse lunghe distanze in cerca del fratello ma, non trovandolo, cadde stremata tra le sue stesse lacrime. Gli dei ebbero pietà di lei e la trasformarono in una fontana. Nella raffigurazione, infatti, la ninfa giace distesa con il mantello del fratello tra le mani.
Sulla parte superiore della facciata, costruita in un’epoca successiva e probabilmente risalente al 1765, sono stati collocati lo stemma della città di Gallipoli, una epigrafe in latino e le insegne del sovrano Carlo III di Borbone.
Nella parte sottostante la rappresentazione delle metamorfosi, invece, è collocato un abbeveratoio che in passato veniva utilizzato per dissetare gli animali dei viandanti che passavano davanti all’antica fontana.

Una curiosità: le Poste Italiane, vista la bellezza e la storicità della fontana,  hanno incluso la Fontana Greco-Romana di Gallipoli nella serie dei francobolli dedicati alle Fontane d’Italia.