Parco Naturale di Punta Pizzo

Parco Naturale Regionale Isola di Sant’Andrea e Litorale di Punta Pizzo

Alzi la mano chi di noi non mai pensato, almeno per una volta, di abbandonare la frenesia della città, lo stress del lavoro chiuso in ufficio, gli impegni quotidiani sempre con l’orologio sott’occhio, fuggendo in uno di quei paradisi naturali che la nostra mente da sempre immagina e desidera…

Ebbene, questo posto esiste, si trova in Puglia, e più precisamente nel Salento, soltanto ad una decina di km dalla splendida Gallipoli, la “Città Bella”, del cui Comune fa parte, dal suo mare cristallino, dalle spiagge bianche e finissime, dal suo centro storico così ricco di fascino e suggestione. Sì, questo posto esiste. E si chiama Parco Naturale Regionale Isola di Sant’Andrea e Litorale di Punta Pizzo.

Scopriamolo insieme.

La macchia mediterranea e la varietà di specie botaniche

Un po’ di storia

Istituito il 10 luglio 2006, con legge regionale n. 20, il Parco è un’area naturale protetta del litorale ionico salentino e, in realtà, si compone, com’è facile intuire dalla denominazione, di due riserve ben distinte, entrambe lontane dall’intensa attività frenetica di Gallipoli e dalla sua movida notturna Il suo ordinamento amministrativo comprende una figura di riferimento per la gestione generale dell’intera area, oltre ad avere uno specifico coordinatore, a livello provinciale, per la sua promozione

L’isola, tra il IX ed il III secolo a.C., fu chiamata Achtotus, Terra Arida, dai Messapi, colonizzatori dei territori salentini, per la sua superficie calcarea, particolarmente ostile, assumendo l’attuale nome solo dopo le conquiste dei Romani, prima, e dei Bizantini, poi, i quali costruirono proprio qui una Cappella proprio in onore di Sant’Andrea.

Il territorio e la sua estensione

Baia di Punta Pizzo

Oltre ai rinomati 20 km di costa, con famosi stabilimenti balneari attrezzati, il territorio racchiude fra i suoi tesori circa 700 ettari occupati da quest’oasi di pace e natura incontaminata, distinguendoli, appunto, fra l’isola e un lungo tratto di litoranea a sud della città, compreso fra le tre località Li Foggi, Punta della Suina e Torre del Pizzo, percorribile sia a piedi che in bicicletta o, per i più temerari, anche a cavallo, con itinerari sorprendenti, scenari naturali e colpi d’occhio spettacolari, fra il verde della macchia mediterranea e l’azzurro del mare più trasparente che c’è.

Una delle poche del Salento, l’Isola di Sant’Andrea si trova a meno di 2 chilometri dalla costa della città, ad una altezza media di circa due metri/s.l.m. e presenta, come abbiamo accennato, un’estensione rocciosa, bassa e arida, di circa 50 ettari. E poiché non esiste isola che si rispetti senza il suo Faro, non fa eccezione Sant’Andrea, che, dal 1866 (e successivamente ristrutturato più volte), lo vede spiccare al centro della sua superficie, quasi ad accogliere i turisti che ogni estate vi si recano, approfittando delle escursioni organizzate in barca, già di per sé itinerario suggestivo, unica maniera per raggiungere l’isola.

Per quanto riguarda il territorio del Litorale di Punta Pizzo, è possibile ammirare una costa frastagliata, lambita dalla trasparenza del più tipico mare cristallino del Salento, con un’alternanza di distese sabbiose e scogli, ed una fitta pineta che la costeggia, popolata da specie vegetali tipiche della macchia mediterranea. Considerato, senza tema di smentita, uno dei principali polmoni verdi di tutta la regione, presenta spettacolari tratti costieri con fondali prevalentemente sabbiosi. Le varie spiagge disseminate, sono spesso racchiuse in stupende baie frastagliate, delimitate da tratti di scogliera bassa tufacea, ed illuminate dagli accecanti bagliori delle limpide e pescose acque del Mar Jonio.

Il mare a Punta Pizzo

Si tratta, insomma, di un vero e proprio puzzle ambientale, che racchiude tutti gli elementi di un artistico e naturale mosaico, come arenili, calette, vegetazione mediterranea, coste e scogli, ambienti umidi e acquitrinosi… Insomma, un eden magnifico e complesso!

La Flora e la Fauna del Parco Naturale Regionale

Salicornia marina del Salento
Salicornia Marina

Per quanto riguarda l’Isola, avendone già spiegate le poche possibilità di coltivazione, dovute al carattere roccioso ed arido della sua superficie, vi è da rilevare la naturale costituzione, negli anni, di un ecosistema endemico incontaminato, un habitat prioritario unico dal punto di vista naturalistico. Fra i principali protagonisti della flora locale, adattata all’azione continua del vento e del mare, troviamo la presenza di piante autoctone, quali, in particolar modo, la Statice japigica, o Limonium Japigicum. Inoltre, pur se in misura inferiore, sono comunque presenti anche oltre 200 tipologie di piante nane, adattate nel tempo agli elevati livelli di salinità.

Asfodelo mediterraneo - pianta perenne della famiglia Asphodelaceae
Asfodelo estivo – Asphodelus aestivus

Sul litorale di Punta Pizzo, la ricchezza e la poliedricità del territorio consentono invece presenze di specie floreali differenti, da quelle più tipiche della macchia locale, come l’erica arborea, il profumato mirto, la ginestra spinosa, il corbezzolo e persino l’asparago spinoso, a rappresentanti della gariga, la tipica boscaglia mediterranea costituita da bassi arbusti, quali timo, rosmarino, lentisco, sino ad una imponente e prettamente floreale vegetazione interna, fra cui pratoline e calendule, oltre alle splendide e preziose orchidee, tra cui la famosa Orchis Italica, volgarmente conosciuta come “uomo nudo”. Si segnala anche la presenza di due rare leguminose arbustive, l’Anthillis hermanniaie, con la concentrazione massima della penisola salentina proprio a Punta Pizzo, e l’Anagyris fetida.

Crocus thomasii - Zafferano selvatico del Salento
Esemplare di Crocus thomasii – Zafferano di Thomas

Dal punto di vista della fauna, c’è da rilevare la presenza, unica sia lungo il versante Adriatico sia su quello Ionico, di una notevole colonia nidificante di una specie endemica del Mediterraneo, il Gabbiano corso, un uccello marino dal volo agile. In prossimità di aree con umide caratteristiche acquitrine, invece, come nella zona del canale Li Foggi, è possibile imbattersi in nidificazioni dell’esile e longilineo Cavaliere d’Italia, mentre tutta l’area del Parco è comunque tappa delle migrazioni dell’avifauna. Nella riserva naturale vive inoltre una cospicua popolazione di conigli, che trae il proprio sostentamento dalla vegetazione spontanea.

Per finire, un paio di curiosità

  • Punta della Suina che, come abbiamo visto, è uno dei tratti costieri del Litorale compreso nel Parco, posto su un lieve promontorio, dolcemente digradante verso quel famoso mare del golfo di Gallipoli conosciuto proprio per la sua trasparenza ed intensità, è stato scelto, nel 2010 e 2014, quale suggestivo set cinematografico per alcune scene di due film del regista Ferzan Özpetek, “Mine vaganti” e “Allacciate le cinture”, oltre che come location per un episodio, qualche anno prima, della serie tv “Il Giudice Mastrangelo
  • Come se non bastassero le straordinarie bellezze in superficie, i panorami mozzafiato e il fascino dell’insieme naturalistico, vogliamo segnalare che il fondale dell’isola di Sant’Andrea, meta estiva di numerosi turisti e sub, anche locali, è particolarmente ricco di coralli, caratteristica che aggiunge suggestione e ricchezza a tutto il Parco Naturale Regionale.
Torre di Punta Pizzo